Cuneo vegan, itinerario in provincia tra frutta verdure e beni culturali sacri

Di ritorno da Cuneo a Milano sono stata al Convegno sulla dieta vegana organizzato da mio editore Anima. Arrivata in ritardo, ho solo sentito il punto di vista di Francesca Erica Poli che ha detto “Privo di armonia, amore e conoscenza il pasto è dissonante. E ora di passare da un piano meccanicista ad un piano sottile. C’è un mistero nel trasformare il cibo in energia.” Queste parole mi hanno permesso di rivalutare la mia prima esperienza nel cuneese. Siamo stati li io e mio marito, arrivati nel pomeriggio abbiamo vissuto tra l’ingresso in chiesa degli angeli e l’uscita il famoso sbalzo termico. Il morso del freddo ci stava per addolorare allora ci siamo incamminati per la tavola vegan calda che avevamo prenotato da Locanda D’Amore, un Home cooking. Il posto non si trova facilmente si passa il ponte verso Caraglio, poi si fa inversione alla rotonda e si ripassa sotto il ponte. Da li si citofona a Gerbotto per la sorpresa. La locand’amore porta bene il suo nome, per la storia di Marisa e il suo percorso formativo spirituale tra mantra, tarocchi e Babaji. Per la scelta vegana dopo aver provata le altre diete moderne e antiche. Per il gusto nelle scelte di arredamento e pulizia olistica e fisica del posto. I piatti ci riscaldano con primi e secondi fatti al momento, dessert che portiamo via per il troppo mangiato, antipasti e insalate da favola (vedi foto).

Vegan food cuneo  Libro cucina vegana

India (questo è l’ultimo nome di Marisa) porta amore nel cibo, lo sceglie con cura e grande sensibilità. Il cuneese propone una ricca offerta, e India dispone scegliendo i prodotti con maggiore energia. A volte India sbaglia come tutti pionieri ma torna ancora più forte sulla via maestra quella dove chi cucina umilmente riceve dal cibo e da a chi mangia un energia trasformata per il bene. Non amo usare le parole bene ( o male) preferisco parlare di pasto leggero, pacifico, semplice, tranquillo vs rumoroso, complesso, dissonante.

La seconda parte del viaggio dopo aver lasciato l’albergo (dove non abbiamo mangiato niente della colazione seguendo la mia intuizione diventata positiva), si è svolta nelle campagne di Cuneo prima dalle parte di Fossano, poi di Saluzzo e in fine di Mondovì. In tutto questo passare in mezzo ad orti e frutteti di ogni genere (mele, pere, ciliegi, fichi, castagne…) si potrebbe riassumere al pasto nel prato che abbiamo mangiato al Castello della Manta. Preparato dai fratelli Civale, con prodotti locali come direbbe Massimo Montanari nel Il cibo come cultura (Laterza) che organizzano il riscatto della campagna, della semplicità e del peso dell’alimentazione nelle nostre vite. La giardiniera è slow, cottura breve in acqua bollente con aceto differenziata per ogni verdura. Poi assemblata con aceto, sale e olio. L’insalata di radicchio rosso che prevale su cubetti di formaggio a pasta dura. Il flan di zucca di cui Marc fa il bis. E l’insalata di cereali anche loro cotti differenziati e poi assemblati con verdure tagliate a dadini. Per chiudere una mela proveniente da incroci pensati in Canada ma prodotta come nessuno qui a Cuneo, ideale per un dopo pasto o merenda. Per chi preferisce uva originaria dalla zona di Taranto ed impiantata qui da 20 anni. Sono sicura che se fossimo venuti un mese dopo la proposta sarebbe stata collegata con stagione e disponibilità del momento del tutto diverso e uguale.

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Il Nostro viaggio non poteva finire senza salire in altitudine. L’aria pura ti attira e tra il salire fisicamente e il salire verso Dio non ci sono freni a chi non vuole usarli. Così ci ritroviamo al Santuario di Vicoforte a pregare per un esperienza per sapere STARE DA DIO. L’esercizio che fa Marc è la preghiera di Gesù, lui mi dice una preghiera fatta mantra, con l’uso del respiro per coordinare poche parole includendo il nome di Gesù. Poi dalle labbra, una preghiera meditazione che fa strada nel cuore e nella mente. Tra corpo e mente si balla, si sta in risonanza armonica, si perdono i sensi esteriori e si trovano sensi interiori. Per chi sta male si tratta di un lavoro interiore risanante. Per chi sta bene si tratta di un allenamento alla guarigione e di un espressione della gratitudine.

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