Mettete più amore e consapevolezza nella vostra dieta

Circa 3 anni fa, durante una mia lezione di yoga aperta a tutti, ho conosciuto il Dott. Franco Berrino, noto nel mondo per la sua ricerca su cura e prevenzione delle malattie oncologiche attraverso non solo la medicina tradizionale ma anche quindi l’alimentazione. Franco venne a praticare per conoscere il mio lavoro ed al termine della classe lui mi chiese i miei contatti con la possibilità di collaborare ad un nuovo progetto. All’epoca non sapevo che Berrino fosse anche un praticante di meditazione e che all’interno della sua ricerca e del suo approccio terapeutico lui stesso utilizzasse yoga e meditazione.
Franco Berrino mi invitò per approfondire il nostro incontro a Cascina Rosa, realtà da lui creata all’interno dell’Istituto dei Tumori di Milano, luogo nel quale si organizzano incontri e corsi di macrobiotica dedicati non solo ai pazienti oncologici ma anche ad esterni. Mio marito Marc ed io ci recammo per un pranzo di lavoro nel quale ancora non sapevamo di incontrare uno dei grandi cambiamenti della nostra vita. Franco ci offri una crema d’orzo da lui macinato e poi sucessivamente cucinato. L’indicazione al principio del pasto fu di mangiare questa crema masticando ogni boccone almeno 30 volte (posso garantirvi che masticare una crema d’orzo richiede molto impegno perchè istintivamente si è portati a deglutire senza remore…).
Durante il nostro pranzo parlammo poco, perchè impegnati a gustare il cibo come in una sorta di preghiera o meditazione. Al termine Franco ci propose di introdurre le mie classi di yoga e yoga terapia all’interno del progetto in Cascina Rosa, ma richiedendo questo dei tempi lunghi organizzativi, mi chiese se avessi avuto piacere di portare il mio insegnamento all’interno delle conferenze che ogni mese lui stesso offre in Aula Magna dell’Istituto dei tumori per degli incontri che trattano temi diversi, da prevenzione delle malattie croniche a cibo e dolori.
Chiesi al dottor Berrino come potessi inserirmi nel suo spazio e lui mi spiegò semplicemente di adattare quello che lui stesso aveva praticato con me al tempo di 15 minuti in Aula Magna, ovvero far fare yoga e meditazione a 300 persone sedute su una sedia e spesso con un carico di angosce tale da non far trapelare un sorriso.
Da tempo la mia ricerca mi portava ad uscire dai centri yoga e olistici per avvicinare tutti alla pratica millenaria e a tecniche di mindfulness, l’occasione quindi mi parve subito entusiasmante.
Il primo incontro realizzato insieme riscosse molto entusiasmo tra i presenti che senza avviso alcuno si trovarono a praticare yoga, meditazione, pratiche di consapevolezza seduti comodamente sulla sedia, scaricando così un poco dello stress, della paura, della rabbia racchiusi dentro i loro corpi e le loro menti.
Da allora Franco periodicamente mi chiede di presenziare alle sue conferenze unendo il suo sapere, la sua professionalità alla mia in ambiti che sono tra loro complementari. Infatti Berrino, come Kabat Zinn (fondatore della mindfulness) , Bernie Siegel ( medico e autore di molti libri) ha compreso quanto i sentimenti negativi, i traumi, relazioni autodistruttive, stili di vita disequilibrati, scarsa amorevolezza, sensi di colpa… influenzino la biochimica del nostro corpo fino a definirne le tracce della guarigione o della malattia cronica.
Prevenire e guarire è possibile oggi non solo grazie alla scienza ( che purtroppo spesso specula sulla malattia) ma anche grazie ad una nuova presa di coscienza, nella quale il paziente non è più passivo, in attesa di un miracolo…dedito solo alle leggi della medicina ma è attivo, interessato, attento, e spesso desideroso di un cambiamento profondo che risani la sua vita non solo il suo corpo.
Se yoga e meditazione si fermassero solo ai centri olistici sarebbe riduttivo, sono grata a Franco per avermi dato l’opportunità di portare nella sua ricerca il mio lavoro, consistendo ad aiutare le persone a scoprire il loro potenziale di guarigione e talento di vita.
Intendo dire che il medico e il terapeuta non solo hanno il dovere di fornire la giusta medicina a tutti ma spesso la stessa è una via di rieducazione all’essere dove la malattia non è altro che una transizione necessaria al cambiamento, all’amorevolezza, alla ricerca di una nuova guarigione dell’anima che ci porti ad allontanare dalla nostra vita persone, situazioni, tossiche ( ovvero distruttive, svilenti…) e ancora ad innamorarci della vita, ad instaurare con il nostro partner una relazione fondata sull’amore sulla tenerezza, a ritrovare coerenza nei nostri gesti, a viverci così meritevoli di dare e ricevere amore.
Dal nostro primo incontro con Franco Berrino, Marc ed io abbiamo iniziato ad approfondire la nostra ricerca non solo attraverso un’alimentazione, che non è più ideologica ma curativa e terapeutica, ma anche attraverso il nutrimento di sane emozioni, di buoni sentimenti, di quello che si chiama: amore, rispetto, cura, tenerezza…abbiamo insieme scelto di non innaffiarci più l’uno verso l’altro semi di rabbia o tristezza ma anzi semi di gioia e sicurezza, considerazione. Queste emozioni innaffiate creano un terreno fertile alla guarigione di ogni singolo individuo. Sono sempre più convinta che essere felici sia una scelta responsabile non qualcosa che ti accade per caso, sia un allenamento quotidiano nel quale ritrovare una piena coscienza/coerenza. In famiglia noi abbiamo creato dei rituali positivi ogni volta che ci mettiamo a tavola per i pasti, ma non solo, il nostro lavoro nell’insegnamento dello yoga e nella condivisione di una dieta sana, curativa (per anima e corpo) ci ha portato a notare come, in famiglia quotidianamente siano necessari degli atti (degli esercizi fatti individualmente o insieme) che vadano a disinnescare gli automatismi di cui siamo tutti vittime e che spesso ci portano a manifestare disagi, a somatizzare, ad ammalarci e soprattutto a non notare la bellezza della vita che ci è stata donata.
Da comprendere è che il miracolo della guarigione avviene nell’istante in cui noi accettiamo, non neghiamo o respingiamo la malattia. Accettare non significa subire passivamente ma iniziare a prendere coscienza del messaggio stesso che la malattia porta con se, della responsabilità che abbiamo nella nostra via di guarigione, una responsabilità che non si esaurisce con la guarigione parziale o completa, ma che necessita di essere coltivata ogni giorno. L’amore in questa via terapeutica trova grande importanza, necessitiamo tutti di amore, da donare e ricevere, senza di quest’ultimo la nostra vita risulta priva di senso. Amare noi stessi così come siamo imperfetti è il primo passo. Scegliere ciò che magiamo per amore di noi e di chi ci è accanto è un’atto consapevole da recuperare ogni giorno, essere grati, masticare senza fretta, ritrovare il tempo di un abbraccio, scegliere di ascoltare il proprio corpo senza ricerca di performance, ritornare ad una vita più semplice, meno competitiva… ecco alcuni dei passi che in questo cammino dovremmo compiere se il fine poi diviene dare senso alla nostra esistenza.
Da quando ho iniziato a seguire alcuni pazienti oncologici ho notato che denominatore comune fosse un mancato amore per se stessi e l’assoluta percezione di non essere amati così come si è.
Il mio cammino mi porta a ricercare ancora e ancora, Marc ed io abbiamo in progetto di realizzare la creazione di uno o più luoghi nei quali si possa imparare a prendere cura di se, della propria vita, accogliendo stili ecosostenibili e fondati sull’amorevolezza, la tenerezza, la piena consapevolezza di chi siamo e cosa possiamo portare a questo mondo.

Prossimo incontro:
“I MERCOLEDI’ DELLA PREVENZIONE”
Conferenze mensili sulla salute
Fondazione Istituto Nazionale dei Tumori, Via Venezian 1 – AULA MAGNA
Ingresso libero

MERCOLEDI’ 1 OTTOBRE 2014
Dalle 18.00 alle 20.00
“IL CIBO E IL DOLORE”
RELATORE: DOTTOR FRANCO BERRINO

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