La difficoltà di cambiare

Duarante la mia prima formazione yoga ero molto giovane, credevo che il mondo fosse prevalentemente creativo, alla ricerca del rispetto, della vita. Con il passare degli anni, attraverso esperienze di vita, viaggi, incontri, ho approfondito la mia conoscienza del genere umano e compreso che purtroppo l’umanità ha un potenziale creativo inutilizzato o addirittura a volte spesso usato per distruggere o autodistruggersi.
In questi giorni di riflessione mi domando cosa sia yoga per me, e alla base l’eterna domanda ritorna:
” chi sono? Da dove vengo? Dove vado?”
Mi è stato chiesto da un caro amico e ricercatore, Franco Berrino, di partecipare a una conferenza da lui organizzata all’Istituto dei Tumori, dedicata alla difficiltà di cambiare abitudini alimentari, e stile di vita…il progetto è all’interno del ciclo di incontri per la prevenzione e la cura. Io interverrò portando alcune pratiche di yogaterapia ai presenti e ripercorrendo insieme a Franco il senso della pratica e la voglia di cambiare la nostra vita in meglio, imparando a prenderci cura di noi stessi, della nostra famiglia, della vita che ci è stata donata.
La domanda che danza nella mia mente è: “come fare?” In questo modo così caotico, che è si creativo ma anche distruttivo, a trovare il proprio equilibro? Credo che la risposta più autentica ma che richiede anche più coraggio, rischio, sia : “fai la tua scelta”.
Scegliere significa rischiare di essere a volte ai margini, significa esporsi alle critiche di chi ha scelto la via più semplice, o la non scelta…significa credere in quei valori riscoperti che non sono sulle pagine di riviste patinate, raramente nei media e quindi più nascosti, dove bisogna cercare con grande tenacia. Scegliere significa non seguire la massa o la moda ma ricercare armonia, bellezza come attimi di gratitudine e amore come scoperta di se e della nostra vita, di chi amiamo, con gioia, rispetto, creatività.
Scegliere di cambiare in meglio richiede fiducia e pazienza, anche sradicamento spesso da contesti famigliari che ci ancorano ad abitudini distruttive o competivite, superficiali.
La difficoltà di cambiare ( in meglio) prevede costanza e tenerezza anche quando tutto pare crollarci addosso ( una malattia, una separazione, la perdita del lavoro…un lutto…).
Il mio primo incontro con Franco Berrino fu durante una mia lezione gratuita e aperta a tutti in un centro milanese, nel quale proponevo un incontro di yogaterapia. La sua presenza attenta e curiosa mi ricordò il senso del mio insegnare.
Ho osservato spesso che gli insegnanti di yoga incontrati, insegnavano secondo l’approccio delle diverse scuole alle quali appartenevano, accorgendomi che l’insegnamento spesso proponeva una pratica che non aveva nessuna base concettuale.
Non vi era interesse da parte degli i segnanti di yoga di controllare che tipo di stato la persona raggiungeva attraverso la pratica.
Fu l’incontro con il dottor Bhole a rivoluzionare il mio approccio allo yoga, grazie a lui ed al suo staff hoiniziato a comprendere cosa volevo portare nella mia pratica ed alle persone incontrate:
Il raggiungimento di uno stato bilanciato, cioè cercare di entrare in una situazione di equilibrio. Dove la medicina parla di uno stato metabolico di base, nello yoga la persona deve imparare a sperimentare uno stato di puro equilibrio.
Quali sono i parametri che possono contribuire a raggiungere questo stato ( quindi a curare e prevenire)?
La medicina si esprime in questi termini: ci parla di psiche, di fisiologia, anche di sistema nervoso o di sistema immunitario.
5 aspetti:
-psichico
-nervoso
-muscolare
-endocrino
-immunologico
Nello yoga troviamo analogia quando ci si riferisce ai 5 aspetti dell’essere.
Se approciamo lo yoga come una ricerca verso la cura, il cambiamento e il benessere, allora troviamo una grande integrazione tra approccio medico e yogico. L’intervento medico serve a portare una persona in uno stato bilaciato, nello yoga c’è anche il concetto di portare la persona ad esperienze di consapevolezza.
La spinta che ci porta ogni giorno a cercare il nostro mondo, a renderlo possibile è data dalla ricerca di una maggior felicità o stato di equilibrio/tenerezza.
Per me è stato questo lo slancio che mi ha portato ad accettare l’invito di Franco Berrino nel portare lo yogaterapia a chi ha un confronto diretto con la malattia, a chi vuole prevenire, a chi vuole cambiare e imparare a prendersi cura della propria esistenza fisica e psicofisica..
Non dimenticando che abbiamo molte resistenze al cambiamento, che gli automatismi sono tanti, e che la società purtroppo spesso ci confonde.
Ecco perchè credo sia necessario acquisire una maggior autonomia che quindi non ci porta a dipendenza da un guru, da un medico, da un terapeuta ma ci aiuta a trovare la nostra via.
Sono grata a Franco per questa opportunità verso un cambiamento amorevole, competente, empatico, rispettoso.
Quello che mi ha convinto di lui come del mio primo maestro ( dr. Bhole) furono non solo gli effettivi benefici ottenuti nell’introdurre alcuni accorgimenti alimentari nella mia vita quotidiana, nella mia famiglia, ma anche e forse soprattutto il suo approccio umile, umano e amorevole anche nella vita privata, con la sua sposa, con i suoi figli…questa continuità tra fuori e dentro…questa tenerezza costruita su basi nel tempo e questa curiosità verso la scoperta di ciò che è cura del se, non smania di scappare via dai se.
Siamo anche quello che scegliamo, non dimentichiamolo quando respiriamo ogni attimo della nostra vita .
Yoga in questo senso è terapia e cura, è una via di riscoperta semplice, accessibile.
Credo che benessere e yoga, terapia debbano essere accessibili a tutti, allora oggi sediamoci per qualche attimo e iniziamo a conoscere il nostro respiro, il nostro corpo, le mostre emozioni, facciamo e esperienza anche in un abbraccio, mentre cuciniamo, mentre scegliamo consapevolemente chi essere e cosa fare.

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Una risposta a La difficoltà di cambiare

  1. demirochan ha detto:

    Accettare se stessi è il grande cambiamento. Almeno per me è andata così..

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